Turismo: viaggi
Vertosa: una valle incantata
(21 ottobre 2005)Prima di scrivere del Vertosan, ho dovuto risolvere un mio personalissimo problema di coscienza. E' giusto raccontare a tutti di un luogo magnifico, incantato che ci ha in modo tutto particolare e insolito affascinato?
Ho finito per trovare la soluzione alla mia alternanza pensando che non descrivere la solitaria valle del Vertosan a quanti affrettatamente corrono sul fiume d'asfalto del fondo valle, sarebbe come nascondere a Pisa, ai turisti, il "Prato dei Miracoli".
Partiamo allora per questo miracolo che non l'uomo ha operato, ma il Creatore stesso, la natura nel corso di decine di migliaia di anni.
Lasciata la statale per il Monte Bianco a St Pierre, su bella strada asfaltata si sale a St Nicolas (mt. 1272), così interessante da meritare un viaggio.
Chiesa del XI secolo affacciata sulla valle con il suo cimitero pieno di mistero dove è dolce ricordare gli amici che non ci sono più, ed il centro di patois giustamente dedicato all'Abbé Cerlogne e ancora il poggio ombroso riserva naturale, vanto del nostro corpo forestale.
La sosta non è, purtroppo, durata più di tanto, proseguiamo in dire, zione di Vens, la strada è bella anche se aerea, balcone privilegiato sulla parte opposta della valle principale: La Grivola altera, il Gran I Paradiso invitante, la Granta Parei solitaria e distaccata, il Rutor Ipaterno.
Superato il bivio per Cerlogne, villaggio natio del padre del patois, ecco Vens, bel villaggio, recentemente ristrutturato, con un ottimo i alberghetto che si fa vanto, giustamente della propria cucina tipica, le camerette che si affacciano dall' alto sulla valle sono da sogno.
Ma proseguiamo verso Col du Joux (parola di origine celta che sta a significare colle boschivo in alto mt.I950) che dopo alcune curve ed un laghetto raccolto nella conca boschiva, superiamo.
L'avventura ha inizio. Davanti a voi, leggermente in discesa si apre una valle verde, incontaminata, sullo sfondo verso nord il Gruppo delle Grandes Jorasses del Monte Bianco, svettanti come un picco Himalayano.
La strada ora è in terra battuta, ma buona e agibile per tutti.
Si scende per un poco e poi inizia il tratto pianeggiante.
Siamo nella Conca del Vertosan o di Jovençan.
Tutto è verde, dolci sono le sponde laterali, e se vi voltate resterete incantati dai ghiacciai del Gran Paradiso e della Granta Parei che chiudono l'orizzonte.
La valle ha questo aspetto perchè non avento alte montagne intorno non è stata aggrandita e scavata dai ghiacci nell' era quaternaria.
Qui dove gli alpeggi hanno l'antico nome di "Or".
Per lungo tratto vi inoltrerete in questa valle fuori dal tempo, non contaminata dagli insediamenti umani.
Al termine della strada carrozzabile (ripeto in terra battuta) un piccolo complesso abitativo (Jovençan mt. I 887) con il suo laghetto per le trote e un' osteria del tempo antico che a buon diritto si vanta poter offrire la più alta cucina valdostana.
Qui a primavera le marmotte, appena uscite dalle loro tane invernali contendono il cibo alle galline e l'aquila scende a cercare le sue prede, mentre il capriolo si affaccia dal bosco.
Se proseguite verso il fondo valle, a piedi naturalmente, verso il Col Citrin (mt.2484) il Vallone curvando vi darà l'impressione di essere stato creato solo per voi, perchè vi sia possibile di vivere un attimo indimenticabile.
Sul fondo del vallone a mt. 2524 il lago di Zinle: qui sul fondo da secoli riposa la bella Babelle, bella ma ladra e per questo punita.
Il fiume o meglio il torrente è quello che dà origine alla bella cascata di Equillivaz, visibile dal ponte della statale dopo Runaz di Avise.
Permettetemi un consiglio, per non tornare di colpo nella realtà del traffico, rientrando, prima di Saint Nicolas, prendete a destra la strada per Cerellaz che con punti di vista pregevoli vi condurrà ad Avise e quindi sulla statale.
Per i più affascinati, e innamorati dell 'insolito, prima di Cerellaz concedetevi anco- ra un premio, prendete a destra per Vedun (mt. 1525), villaggio sospeso e incredibile.
Sono convinto mi sarete grati del consiglio.
All'imbrunire di una giornata limpida, di tardo autunno mi son trovato solo in fondo alla valle: "Magnificat, Te Deo".
Cortesia
Mont Blanc & Dintorni
Pino Crespi






