
Dopo il giorno di riposo, Emirates Team New Zealand e Alinghi ripartono da 2-2, una situazione di assoluta parità, sebbene anomala in un match di Coppa. Infatti, si è verificata solo altre due volte nella storia dell’evento: nel 1920 e nel 1934.
Ieri la Giuria per la 32ma America’s Cup ha rigettato la protesta di Emirates Team New Zealand che riguardava la regola 31.6 della Classe di America’s Cup. Dopo tanti ‘rumors’ e congetture, la storia si è risolta in 5 ore di attesa e in un nulla di fatto.
“Abbiamo protestato perché è l’unico mezzo che abbiamo per assicurarci che corriamo con regole eque. Adesso torneremo a fare quello che per cui siamo venuti qui: regatare”. Questo il commento di Grant Dalton, General Manager di ETNZ alla decisione della Giuria.
I team ripartono, quindi, carichi e motivati per quello che si presenta un giorno difficile, dal punto di vista fisico e mentale. Le previsioni, infatti, parlano di brezza fresca (fino a 18 nodi) che metterà a dura prova gli equipaggi. Ma anche psicologicamente il quinto match ha un peso diverso sulla bilancia della Coppa.
Per vincere la ‘Brocca’ d’argento bisogna aggiudicarsi 5 match, e c’è un motivo: un giorno si può vincere o perdere per fortuna, un altro per avaria dell’avversario, un altro ancora per un errore stupido, ma cinque regate non si vincono e non si perdono per la ‘dea bendata’. Alla fine, il team migliore emerge.
C’è chi come Brad Butterworth, crede molto nel progetto, convinto che, alla fine, a vincere la Coppa è sempre la barca più veloce; c’è chi crede che gli equipaggi e il fattore umano, invece, facciano la differenza... Chi avrà ragione?
info: americascup.com